Il Vangelo

 


Il Vangelo di Gesù Cristo: una celebrazione evangelica


«Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio,
affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna» (Gv 3:16).

«Salmeggiate al Signore, perché ha fatto cose grandiose;
siano esse note a tutta la terra!» (Is 12:5).


1. Preambolo
Il Vangelo di Gesù Cristo è una notizia, una buona notizia, la migliore e la più importante notizia che un essere umano possa mai sentire.
Questo Vangelo dichiara che l’unica via per conoscere Dio in pace, amore e gioia è attraverso la morte riconciliatrice di Gesù Cristo, il Signore risorto.
Questo Vangelo è il messaggio centrale delle Sacre Scritture ed è la vera chiave per comprenderle.
Questo Vangelo identifica Gesù Cristo, il Messia d’Israele, come il Figlio di Dio e Dio Figlio, la seconda Persona della Santa Trinità; la sua incarnazione, il suo ministero, la sua morte, la sua resurrezione ed ascensione hanno adempiuto la volontà salvifica del Padre. La sua morte per i peccati e la sua resurrezione dai morti erano state promesse in precedenza dai profeti e sono state attestate da testimoni oculari. Nel tempo e nel modo stabiliti da Dio, Gesù Cristo ritornerà come Signore glorioso e Giudice di tutti (1 Ts 4:13-18; Mt 25:31-32). Egli dona lo Spirito Santo che procede dal Padre a tutti coloro che sono veramente suoi. Le tre Persone della Trinità concorrono, così, nell’opera di salvezza dei peccatori.
Questo Vangelo presenta Gesù Cristo come il Salvatore vivente, il Maestro, la Vita e la Speranza di tutti quelli che ripongono la loro fiducia in lui. Esso ci dice che il destino eterno delle persone dipende dall’esistenza o meno di un rapporto salvifico con Gesù Cristo.
Questo Vangelo è l’unico Vangelo; non ce n’è un altro. Cambiare la sua sostanza significa pervertirlo e, in fondo, distruggerlo. Questo Vangelo è così semplice che i bambini possono comprenderlo ed è così profondo che gli studi dei teologi più brillanti non riusciranno mai ad esaurirne la ricchezza.
Tutti i cristiani sono chiamati all’unità nell’amore e all’unità nella verità. Come evangelici, il cui nome deriva proprio dal Vangelo, celebriamo questa grande buona notizia dell’opera salvifica di Dio in Gesù Cristo come il vero legame dell’unità Cristiana sia per quanto riguarda le chiese e le denominazioni organizzate sia per quanto riguarda le molte iniziative di cooperazione transdenominazionale tra cristiani.
La Bibbia dichiara che tutti coloro che confidano veramente in Cristo e nel Suo Vangelo sono figli e figlie di Dio per grazia, e perciò nostri fratelli e sorelle in Cristo.
Tutti coloro che sono giustificati sperimentano la riconciliazione con il Padre, la piena remissione dei peccati, la transizione dal regno delle tenebre al regno della luce, la realtà di essere una nuova creatura in Cristo e la comunione con lo Spirito Santo. Essi godono dell’accesso al Padre con tutta la pace e la gioia che ciò comporta.
Il Vangelo richiede a tutti i credenti l’adorazione, che significa lodare costantemente e rendere grazie a Dio, la sottomissione a tutto ciò che egli ha rivelato nella sua parola scritta, la dipendenza devota da lui e la vigilanza per far sì che la sua verità non sia compromessa od oscurata.
Condividere la gioia e la speranza di questo Vangelo è un privilegio supremo ed anche un comandamento permanente dal momento che il Grande Mandato di Gesù Cristo ci vincola a proclamare il Vangelo ovunque, insegnando, battezzando e facendo discepoli, come Gesù stesso disse.
Nell’adottare la seguente dichiarazione, noi affermiamo il nostro impegno nei confronti di questo compito e la nostra lealtà a Cristo stesso, al Vangelo stesso e l’uno verso l’altro come credenti evangelici.

2. Il Vangelo
Questo Vangelo di Gesù Cristo che Dio presenta nelle Scritture infallibili tiene insieme la dichiarazione stessa di Gesù circa la realtà presente del regno di Dio e il racconto degli apostoli circa la persona, il luogo e l’opera di Cristo e di come gli esseri umani peccatori beneficiano di essa. La regola patristica della fede, I credi antichi, le confessioni della Riforma e le basi dottrinali degli organismi evangelici successive testimoniano tutti della sostanza di questo messaggio biblico.
Il cuore del Vangelo è che il nostro santo, amorevole Creatore, di fronte all’ostilità e alla ribellione umana, ha scelto nella sua libertà e fedeltà di diventare il nostro santo, amorevole Redentore e Rigeneratore. Il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo (1 Gv 4:14); è tramite l’unico e solo Figlio che l’unico e solo piano di salvezza di Dio è attuato. Così Pietro annunciò: “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (At 4:12). E Cristo stesso insegnò: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14:6).
Mediante il Vangelo sappiamo che noi esseri umani, che fummo create per la comunione con Dio, siamo per natura — cioè “in Adamo” (1 Cor 15:22) — morti nel peccato, inerti e separati dal nostro Creatore. Continuamente, distorciamo la sua verità, infrangiamo la sua legge, svalutiamo i suoi propositi e i suoi criteri, offendiamo la sua santità per la nostra empietà, cosicché siamo veramente “senza speranza e senza Dio nel mondo” (Rom 1:18-32; 3:9-20; Ef 2:1-3, 12). Eppure Dio in grazia ha preso l’iniziativa per riconciliarci a sé mediante la vita senza peccato e la morte vicaria del suo amato Figlio (Ef 2:4-10; Rom 3:21-24).
Il Padre ha mandato il Figlio per liberarci dal dominio del peccato e di Satana, e per renderci figli e amici di Dio. Sulla croce, Gesù ha pagato la nostra punizione al nostro posto, soddisfacendo le esigenze retributive della giustizia divina mediante lo spargimento del suo sangue in sacrificio e rendendo possibile la giustificazione per tutti coloro che confidano in Lui (Rom 3:25-26). La Bibbia descrive questa potente transazione sostituiva come l’acquisizione di un riscatto, riconciliazione, redenzione, propiziazione e vittoria sulle potenze malvagie (Mt 20:28; 2 Cor 5:18-21; Rom 3:23-25; Gv 12:31; Col 2:15). Essa garantisce per noi una relazione ripristinata con Dio che porta perdono e pace, accettazione, accesso e adozione nella famiglia di Dio (Col 1:20, 2:13-14; Rom 5:1–2; Gal 4:4-7; 1 Pt 3:18). La fede in Dio e in Cristo a cui il Vangelo ci chiama è un’apertura fiduciosa dei nostri cuori per afferrare questi benefici promessi ed offerti.
Inoltre, questo Vangelo proclama la resurrezione corporale, l’ascensione e l’intronizzazione di Gesù quale evidenza dell’efficacia di questo sacrificio compiuto per noi una volta per sempre, della realtà del suo ministero presente e personale svolto per noi e della certezza del suo ritorno futuro per glorificarci (1 Cor 15; Eb 1:1-4; 2:1-18; 4:14-16; 7:1-10:25). Nella vita della fede, così come il Vangelo ce la presenta, I credenti sono uniti al loro Signore risorto, hanno comunione con Lui e si rivolgono a Lui in pentimento e speranza per ricevere potenza mediante lo Spirito Santo, per non peccare ma servirlo in verità.
La giustificazione di Dio di cloro che confidano in lui, secondo il Vangelo, è una transizione decisiva, qui ed ora, da uno stato di condanna ed ira a causa dei loro peccati ad uno stato di accettazione e favore in virtù dell’ubbidienza perfetta di Gesù culminate nella sua morte volontaria che ha espiato il peccato Dio “giustifica l’empio” (Rom 4:5) imputando (reputando, accreditando, mettendo sul conto, attribuendo) la loro giustizia e cessando di considerare I loro peccati contro loro stessi (Rom 4:1-8). I peccatori ricevono mediante la sola fede in Cristo “il dono della giustizia” (Rom 1:17; 5:17; Fil 3:9) e perciò diventano “giustizia di Dio” in lui che è stato “fatto diventare peccato” per loro (2 Cor 5:21).
Così come i nostri peccati sono stati attribuiti a Cristo, la giustizia di Cristo è stata attribuita a noi. Questa è la giustificazione mediante l’imputazione della giustizia di Cristo. Ciò che portiamo alla transazione è il nostro bisogno di essa. La nostra fede nel Dio che la elargisce, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, è essa stessa frutto della grazia di Dio. La fede ci lega a Gesù in modo salvifico, ma, nella misura in cui comporta un riconoscimento che non abbiamo alcun merito da parte nostra, dichiaratamente essa non è un’opera meritoria.
Il Vangelo ci assicura che tutti coloro che hanno affidato le loro vite a Gesù Cristo sono figli di Dio nati di nuovo (Gv 1:12), abitati, potenziati ed assicurati del loro stato e della loro speranza dallo Spirito Santo (Rom 7:6; 8:9-17). Nel momento in cui crediamo veramente in Cristo, il Padre ci dichiara giusti in Lui ed inizia a conformarci a sua somiglianza. La fede genuina riconosce e dipende da Gesù quale Signore e si esprime in un’ubbidienza crescente ai comandamenti divini, anche se questo non contribuisce per niente al fondamento della nostra giustificazione (Gc 2:14-26; Eb 6:1-12).
Per la sua grazia santificante, Cristo opera in noi mediante la fede, rinnovando la nostra natura decaduta e conducendoci verso una vera maturità, quella dimensione che è significata nella “statura perfetta di Cristo” (Ef 4:13). Il Vangelo ci chiama a vivere come servi ubbidienti di Cristo e come suoi emissari nel mondo, praticando la giustizia, amando la misericordia e aiutando tutti quelli che sono nel bisogno, cercando perciò di rendere testimonianza al regno di Cristo. Alla morte, Cristo prende il credente con sé (Fil 1:21) per una gioia inimmaginabile nell’adorazione di Dio che non avrà mai fine (Ap 22:1-5).
Nel suo significato pieno, la salvezza è dalla colpa del peccato nel passato, dalla Potenza del peccato nel presente e dalla presenza del peccato nel futuro. Perciò, mentre i credenti pregustano la salvezza ora, attendono ancora la sua pienezza (Mc 14:61-62;Eb 9:28). La salvezza è una realtà trinitaria, iniziata dal Padre, attuata dal Figlio ed applicata dallo Spirito Santo. Essa ha una dimensione globale, in quanto il piano di Dio è di salvare i credenti da ogni tribù e lingua (Ap 5:9) per essere la sua chiesa, una nuova umanità, il popolo di Dio, il corpo e la sposa di Cristo e la comunità dello Spirito Santo. Tutti gli eredi della salvezza finale sono chiamati qui ed ora a servire il loro Signore e gli uni gli altri in amore, a partecipare alla comunione delle sofferenze di Gesù e a lavorare insieme per far conoscere Cristo a tutto il mondo.
Impariamo dal Vangelo che, dato che tutti hanno peccato, tutti coloro che non ricevono Cristo saranno giudicati secondo ciò che si meritano secondo la legge santa di Dio e subiranno una punizione retributiva eterna.

3. Unità nel Vangelo
Ai cristiani è comandato di amarsi l’un l’altro nonostante le differenze di razza, genere, privilegio e di provenienza sociale, politica ed economica (Gv 13:34-35; Gal 3:28-29) e di avere un’unica mente laddove è possibile (Gv 17:20-21;Fil 2:2; Rom 14:1-15:13). Sappiamo che le divisioni tra I cristiani ostacolano la testimonianza nel mondo e desideriamo una maggiore comprensione reciproca e una comunicazione che dica la verità con amore. Sappiamo altresì che, come amministratori della verità rivelata di Dio, non possiamo abbracciare nessuna forma d’indifferentismo dottrinale, di relativismo o di pluralismo che sacrifichi la verità di Dio in nome di una pace fasulla.
Le divergenze dottrinali necessitano il dibattito. Il dialogo finalizzato alla comprensione reciproca e, se possibile, alla riduzione delle differenze è prezioso a maggior ragione quando la meta prefissa è l’unità nelle cose primarie accompagnata dalla libertà in quelle secondarie e dalla carità in tutte le cose.
Nei paragrafi che seguono verrà fatto un tentativo d’indicare ciò che è primario ed essenziale nel Vangelo così come gli evangelici lo comprendono. Il dialogo fruttuoso, tuttavia, richiede non solo la carità nei nostri atteggiamenti, ma anche la chiarezza nella nostra esposizione. La nostra articolata analisi della giustificazione per sola fede mediante Cristo soltanto riflette la nostra convinzione che la verità del Vangelo è di cruciale importanza e non è sempre ben capita e correttamente affermata. Motivati dalla necessità di chiarezza, dall’amore per la verità di Dio e per la chiesa di Cristo, esplicitiamo i punti chiave di ciò che è stato detto in specifiche affermazioni e negazioni riguardanti il Vangelo e la nostra unità in esso e in Cristo.

4. Affermazioni e negazioni

  1. Affermiamo che il Vangelo affidato alla chiesa è, in primo luogo, il Vangelo di Dio (Mc 1:14; Rom 1:1). Dio ne è l’autore e ce lo rivela nella sua Parola e attraverso essa. L’autorità e la verità del Vangelo risiedono in Dio soltanto.
    Neghiamo che la verità o l’autorità del Vangelo derivano dall’intuito o dall’invenzione umana (Gal 1:1-11). Neghiamo altresì che la verità o l’autorità del Vangelo risiedono nel’autorità di qualsiasi chiesa particolare o istituzione umana.
  2. Affermiamo che il Vangelo è la Potenza salvifica di Dio nel senso che il Vangelo compie la salvezza in chiunque crede, senza distinzione (Rom 1:16). L’efficacia del Vangelo è dovuta alla potenza di Dio soltanto (1 Cor 1:18).
    Neghiamo che la Potenza del Vangelo risiede nell’eloquenza del predicatore, nella tecnica dell’evangelista o nella capacità di persuasione dell’argomentazione razionale (1 Cor 1:21; 2:1-5).
  3. Affermiamo che il Vangelo diagnostica la condizione umana universale nei termini di una ribellione peccaminosa contro Dio, la quale, se rimane alterata, conduce tutti gli esseri umani alla perdizione eterna sotto la condanna di Dio.
    Neghiamo ogni rifiuto dello stato decaduto della natura umana od ogni asserzione della bontà umana o della divinità della razza umana.
  4. Affermiamo che Gesù Cristo è l’unica via della salvezza, l’unico mediatore tra Dio e l’umanità (Gv 14:6; 1 Tim 2:5).
    Neghiamo che si può essere salvati attraverso un’altra via che non sia Gesù Cristo e il suo Vangelo. La Bibbia non offre alcuna speranza sul fatto che gli adoratori sinceri di altre religioni saranno salvati senza la fede personale in Gesù Cristo.
  5. Affermiamo che la chiesa è ordinate da Dio ed è perciò sottoposta al comandamento divino di predicare il Vangelo ad ogni persona vivente (Lc 24:47; Mt 28:18-19).
    Neghiamo che una qualsiasi classe o gruppo di persone, di qualunque identità tecnica o culturale, può essere ignorata o scavalcata nella predicazione del Vangelo (1 Cor 9:19-22). Dio vuole una chiesa globale composta di persone da ogni tribù, lingua e nazione (Ap 7:9).
  6. Affermiamo che la fede in Gesù Cristo, la Parola divina (o Logos, Gv 1:1), la seconda Persona della Trinità, co-eterna e co-essenziale al Padre e allo Spirito Santo (Eb 1:3), è fondamentale per la fede nel Vangelo.
    Neghiamo che qualsiasi approccio a Gesù Cristo che reduce o rigetta la sua piena divinità è la fede nel Vangelo o conduce a salvezza.
  7. Affermiamo che Gesù Cristo è Dio incarnato (Gv 1:14). Discendente di Davide (Rom 1:3), nato da una vergine, egli ha avuto una vera natura umana, è stato soggetto alla legge di Dio (Gal 4:5), ed è stato come noi sotto tutti gli aspetti, tranne che per il peccato (Eb 2:17; 7:26-28). Affermiamo che la fede nella vera umanità di Cristo è essenziale per la fede nel Vangelo.Neghiamo che chi rigetta l’umanità di Cristo, la sua incarnazione o la sua vita senza peccato e che chi ritiene che queste verità non siano essenziali al Vangelo, sarà salvato (1 Gv 4:2-3).
  8. Affermiamo che l’espiazione di Cristo per mezzo della quale, nella sua ubbidienza, egli ha offerto un sacrificio perfetto, propiziando il Padre, pagando per i nostri peccati e soddisfacendo la giustizia divina al nostro posto e secondo il piano eterno di Dio, è un elemento essenziale del Vangelo.
    Neghiamo che qualsiasi interpretazione dell’espiazione che rigetta la soddisfazione sostitutiva della giustizia divina, compiuta in modo vicario per i credenti, sia compatibile con l’insegnamento del Vangelo.
  9. Affermiamo che l’opera salvifica di Cristo include sia la sua vita sia la sua morte al nostro posto (Gal 3:13). Dichiariamo che la fede nella perfetta ubbidienza di Cristo, per mezzo della quale egli ha compiuto tutte le esigenze della legge di Dio al nostro posto, è essenziale per il Vangelo.
    Neghiamo che la nostra salvezza è stata assicurata meramente o esclusivamente per mezzo della morte di Cristo senza riferimento alla sua vita di perfetta giustizia.
  10. Affermiamo che la risurrezione corporale di Cristo dai morti è essenziale per il Vangelo biblico (1 Cor 15:14).
    Neghiamo la validità di ogni cosiddetto vangelo che nega la realtà storica della risurrezione corporale di Cristo.
  11. Affermiamo che la dottrina biblica della giustificazione per sola fede in Cristo soltanto è essenziale per il Vangelo (Rom 3:28; 4:5; Gal 2:16).
    Neghiamo che una persona possa credere il Vangelo biblico e, allo stesso tempo, rigettare l’insegnamento apostolico della giustificazione per sola fede in Cristo soltanto. Neghiamo anche che ci sia più di un vero Vangelo (Gal 1:6-9).
  12. Affermiamo che la dottrina dell’imputazione (accredito o attribuzione) sia dei nostri peccati a Cristo che della sua giustizia a noi, mediante la quale i nostri peccati sono pienamente perdonati e noi siamo pienamente accettati, è essenziale per il Vangelo biblico (2 Cor 5:19-21).
    Neghiamo che siamo giustificati per mezzo della giustizia di Cristo infusa in noi o mediante una giustizia che sia pensata come qualcosa di intrinsecamente nostro.
  13. Affermiamo che la giustizia di Cristo per mezzo della quale siamo giustificati gli è propria, che l’ha acquistata indipendentemente da noi, nella sua perfetta ubbidienza e mediante essa. Questa giustizia è attribuita, accreditata o imputata a noi mediante la dichiarazione forense (cioè legale) di Dio, come unico fondamento della nostra giustificazione.
    Neghiamo che qualsiasi opera in qualunque fase della nostra esistenza aggiunga al merito di Cristo o ci guadagni un merito che contribuisca in qualsiasi modo al fondamento della nostra giustificazione (Gal 2:16; Ef 2:8-9; Tt 3:5).
  14. Affermiamo che, mentre tutti I credenti sono inabitati dallo Spirito Santo e sono coinvolti nel processo di santificazione e di conformazione all’immagine di Cristo, le conseguenze della giustificazione non sono il suo fondamento. Dio ci dichiara giusti, ci rimette i peccati e ci adotta come suoi figli, per sola grazia e mediante la sola fede, a causa di Cristo soltanto, mentre siamo ancora peccatori (Rom 4:5).
    Neghiamo che i credenti debbano essere intrinsecamente giusti in virtù della loro cooperazione con la grazia trasformante di Dio prima che Dio li dichiari giustificati in Cristo. Siamo giustificati mentre siamo ancora peccatori.
  15. Affermiamo che la fede salvifica ha come risultato la santificazione, la trasformazione della vita in una conformità crescente a Cristo attraverso la Potenza dello Spirito Santo. Santificazione significa continuo pentimento, una vita che volge le spalle a peccato per servire Gesù Cristo affidandosi con gratitudine a lui quale Signore e Maestro (Gal 5:22-25; Rom 8:4, 13-14).
    Rigettiamo qualsiasi comprensione della giustificazione che la separa dall’unione santificante con Cristo e della progressiva conformazione alla sua immagine attraverso la preghiera, il pentimento, il portare la croce e la vita nello Spirito.
  16. Affermiamo che la fede salvifica include l’assenso mentale al contenuto del Vangelo, il riconoscimento del nostro peccato e del nostro bisogno, la fiducia personale in Cristo e l’affidamento a lui e alla sua opera.
    Neghiamo che la fede salvifica include solo l’accettazione mentale del Vangelo e che la giustificazione sia assicurata mediante una mera professione di fede esteriore. Neghiamo pure che qualsiasi elemento della fede salvifica sia un’opera meritoria o guadagni la salvezza per noi.
  17. Affermiamo che, anche se la vera dottrina è vitale per la salute spirituale e il benessere, non siamo salvati dalla dottrina. La dottrina è necessaria per informarci su come possiamo essere salvati da Cristo, ma è Cristo che salva.
    Neghiamo che la dottrina del Vangelo possa essere rigettata senza che si verifichino dei danni. La negazione del Vangelo comporta la rovina spirituale e ci espone al giudizio di Dio.
  18. Affermiamo che Gesù Cristo comanda ai suoi seguaci di proclamare il Vangelo a tutte le persone viventi, di evangelizzare chiunque e ovunque, di discepolare i credenti nella comunione della chiesa. Una piena e fedele testimonianza a Cristo include la testimonianza personale, una vita pia e gli atti di misericordia e carità rivolti al prossimo, senza i quali la predicazione del Vangelo appare arida.
    Neghiamo che la testimonianza personale, la vita pia e gli atti di misericordia e carità rivolti al prossimo costituiscono l’evangelizzazione a rescindere dalla proclamazione del Vangelo.


5. Il nostro impegno
Come evangelici uniti nel Vangelo, promettiamo di considerarci e di preoccuparci l’uno per l’altro, di pregare e di perdonarci a vicenda e di protenderci in amore e verità verso il popolo di Dio ovunque, dal momento che siamo una famiglia, uno nello Spirito Santo e uno in Cristo.
Secoli fa è stato detto giustamente che nelle cose necessarie ci deve essere unità, nelle cose meno che necessarie ci deve essere libertà e in ogni cosa ci deve essere carità. Consideriamo tutte queste verità del Vangelo come necessarie.
Ora, a Dio, l’Autore della verità e della grazia di questo Vangelo, per mezzo di Gesù Cristo, il suo soggetto e il nostro Signore, siano lode e Gloria per sempre. Amen.


6. Commissione degli estensori ed elenco dei sottoscrittori

Commissione degli estensori

John N. Akers
John Ankerberg
John Armstrong
D.A. Carson
Keith Davy
Maxie Dunnam
Timothy George
Scott Hafemann
Erwin Lutzer
Harold Myra
David Neff
Thomas Oden
J.I. Packer
R.C. Sproul
John Woodbridge


Commissione dei sottoscrittori (al 19 maggio 1999)

Eric Alexander
C. Fitzsimmons Allison
Bill Anderson
J. Kerby Anderson
Don Argue
Kay Arthur
Myron S. Augsburger
Theodore Baehr
Joel Belz
Henri Blocher
Donald G. Bloesch
Scott Bolinder
John Bolt
Gerald Bray
Bill Bright
Harold O.J. Brown
Stephen Brown
George Brushaber
David Cerullo
Peter Cha
Daniel R. Chamberlain
Bryan Chapell
David K. Clark
Edmund Clowney
Robert Coleman
Chuck Colson
Clyde Cook
Lane T. Dennis
David S. Dockery
Stuart Epperson
James Erickson
Tony Evans
Jerry Falwell
Sinclair Ferguson
Dwight Gibson
Wayne Grudem
Stan N. Gundry
Brandt Gustavson
Corkie Haan
Mimi Haddad
Ben Haden
B. Sam Hart
Bob Hawkins, Jr.
Wendell Hawley
Jack W. Hayford
Stephen A. Hayner
D. James Kennedy
Jay Kesler
In Ho Koh
Woodrow Kroll
Beverly LaHaye
Tim LaHaye
Richard Land
Richard G. Lee
Duane Litfin
Crawford Loritts
Max Lucado
John MacArthur
Marlin Maddoux
Bill McCartney
David Melvin
Jesse Miranda
Beth Moore
Peter C. Moore
Pat Robertson
John Rodgers
Adrian Rogers
Doug Ross
Joseph F. Ryan
John Scott
David Short
Ronald J. Sider
Russell Spittler
James J. Stamoolis
Charles F. Stanley
Brian Stiller
John Stott
Joseph Stowell
Stephen Strang
Charles Swindoll
Joni Eareckson Tada
Thomas E. Trask
Jim Henry
Roberta Hestenes
Oswald Hoffman
R. Kent Hughes
Bill Hybels
Kay Cole James
David Jeremiah
Arthur P. Johnston
Howard Jones
Walter C. Kaiser, Jr.
Kenneth Kantzer
T.M. Moore
Richard J. Mouw
Thomas J. Nettles
Roger Nicole
Luis Palau
Earl R. Palmer
Hee Min Park
Phillip Porter
Paul Pressler
Ray Pritchard
Robert Ricker
Augustin B. Vencer, Jr.
Paul L. Walker
John F. Walvoord
Raleigh Washington
Greg Waybright
David F. Wells
Luder Whitlock
Bruce H. Wilkinson
David K. Winter
Ravi Zacharias